| Informazioni:
L'area è dotata di ogni tipo di
servizi: c'è un ospedale (a Todi), ambulanze di Pronto Soccorso attive 24
ore su 24, farmacie, diverse caserme dei Carabinieri, numerosi
sportelli bancari. A servizio del turista c'è un punto informazioni
dell'APT (Azienda di Promozione del Turismo) sito in Todi.
Come muoversi:
In automobile:è la soluzione migliore,
perchè permette di raggiungere gli angoli più belli e suggestivi (e i
più sperduti) del territorio. In autobus: grazie alle autolinee ATC,
che collegano tutti i capoluoghi. Tutte
le località del Comprensorio sono collegate da un servizio pubblico di
Autobus, e da una linea Ferroviaria interna Marsciano - Todi - Massa
Martana. In alternativa: servizio taxi e servizio
noleggio autovetture e biciclette.
Camminando per Todi:
Per ammirare meglio le bellezze della città,
si consiglia di iniziare il cammino dal meraviglioso Tempio di Santa Maria
della Consolazione, sito alle porte di Todi. Salendo l'alberato Viale
della Consolazione, dopo i Giardini Pubblici, sulla destra si incontra il
Tempio di San Fortunato. Dietro al Tempio si trova un sentiero che porta
all'interno del Parco della Rocca. Tornando ai piedi della scalinata di
San Fortunato e proseguendo per Via Mazzini si nota, sulla destra, il
Teatro Comunale. Proseguendo lungo la via, si arriva nella splendida
Piazza del Popolo dove si ammirano: Palazzo del Popolo, Palazzo del
Capitano, Palazzo dei Priori, il Duomo. Dalla piazza, scendendo per Corso
Cavour, troviamo sulla destra la Fontana Cesia. Proseguendo si arriva alla
Porta Marzia. Dopo pochi metri, svoltando a sinistra, si possono ammirare
i Nicchioni Romani. Procedendo lungo questa via si arriva alla Chiesa di
S.Carlo. Poco oltre si trova la Fontana di Scarnabecco e più avanti si può
ammirare la Chiesa di Santa Prassede. Tornando indietro per riprendere
Corso Cavour, si scende ancora e si svolta a destra per arrivare alla
Chiesa di Santa Maria in Cammuccia. Alla fine della discesa troviamo Porta
Amerina; da qui, percorrendo Via della Circonvallazione verso sinistra, si
giunge a Porta Romana. Fuori dalle mura, a 300 metri da Porta Romana, si
vede il Tempio del Crocifisso. Da Porta Romana, continuando a percorrere
la Circonvallazione, si trova Porta Perugina e, ancora oltre, i resti di
Porta Orvietana. Da qui un lungo viale alberato conduce al Convento di
Montesanto.
Museo della Ceramica
di Deruta:
Centro noto a livello
internazionale per la produzione di maioliche, ospita all'interno del
Palazzo Comunale il Museo della Ceramica e la Pinacoteca. La visita alla
preziosa raccolta delle ceramiche permette di ripercorrere i 700 anni
della produzione artistica di Deruta, dalle più antiche testimonianze
della maiolica arcaica (XIV - XV sec.), ai lustri rinascimentali e ai
pavimenti maiolicati che hanno reso celebre la ceramica derutese in tutto
il mondo. La collezione si compone ancora di preziose mattonelle votive
('600 - '700) e di maioliche dell'800 e del periodo Decò. In Pinacoteca
si possono invece ammirare tavole e affreschi staccati di scuola umbra (XV
- XVI sec.) tra i quali San Rocco e San Romano di Pietro Vannucci detto il
Perugino.
Artigianato:
Le porcellane di Deruta
sono completamente dipinte a mano. Troverete un vasto assortimento di
articoli con forme e colori diversi, splendide riproduzioni di antiche
ceramiche
con
decorazioni in oro ed altri preziosi metalli. Su richiesta vengono
confezionati i più svariati tipi di porcellane, rendondole
così uniche ed originali nella forma e nella decorazione.
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L’atmosfera
che regna nelle stradine acciottolate, nella grandiosa piazza del Popolo,
attorno ai minuscoli pozzi e lungo l’imponente cinta muraria, è quella
di un antico comune medievale. Grazie al suo passato etrusco, poi romano e
infine medievale e oggi alla sua vivace vita culturale, Todi è un centro
di grande attrazione. Sulla piazza del Popolo si erge il Palazzo del
Capitano, che data al 1290 e che spicca per la bella scalinata esterna, e
il museo con una raccolta archeologica e notevoli dipinti di Scuola umbra.
Il Duomo, iniziato nel XII e poi rinnovato nel XIII e XVI secolo, merita
una visita per il bel crocifisso su tavola della fine del XIII secolo e
per la cripta del XII. All’esterno delle mura, il tempio di Santa Maria
della Consolazione si erge solitario e superbo su un vasto prato. E’ una
delle opere più tipiche del Rinascimento umbro: iniziato nel 1504, fu
terminato nel 1617, si ritiene su progetto del Bramante. L’interno è a
croce greca e, grazie alla sua cupola e alle 4 absidi, crea un effetto di
maestosa luminosità.
Massa
Martana è il centro più importante ed il capoluogo di un vasto
territorio agricolo ricco di insediamenti umani raccolti in antichi
castelli e ville di particolare bellezza. Negli ultimi anni la città ha
registrato anche un notevole sviluppo artigianale ed industriale.
La città è posta su di un'alta rupe ai piedi della catena dei Monti
Martani, quasi al centro dell'Umbria, tra i due capoluoghi di provincia
Perugia e Terni.
I Monti Martani, le cui cime più alte superano i mille metri, fanno da
cornice alla città e ne costituiscono una delle principali attrattive.
Facilmente accessibili, offrono, agli amanti della natura, la possibilità
di interessanti e salutari escursioni nelle estese ed intatte foreste
sempre verdi a leccio e pino d'Aleppo. Sulle sommità dei loro colli poi
si ergono antichi e pittoreschi castelli che conservano ancora molte delle
loro originarie architetture medioevali. Oltre a ciò il territorio di
Massa Martana possiede un gran numero di antichissime chiese e notevoli
ruderi dell'epoca romana (Ponte Fonnaia) che costituiscono un ricco ed
interessante patrimonio di monumenti, in qualche caso unici, come le
Catacombe cristiane, la Chiesa di Santa Maria in Pantano, l'Abbazia di San
Fidenzio e Terenzio, l'Abbazia di San Faustino, la Chiesa di Santa
Illuminata.
Massa Martana quindi, dotata anche di pregiate acque minerali, dà la
certezza di una serena ed interessante villeggiatura, tanto per la visione
di paesaggi naturali inalterati, quanto per i suoi preziosi monumenti,
testimoni di un passato prospero e vivace sia sul piano storico che
artistico.
Il
borgo fortificato nasce tra la media valle del Tevere e la Valle Umbra. La
coltura della vite è antica, documentata da reperti archeologici e da un
tratto del 1300. La zona è agricola con colture varie, frequenti
insediamenti artigianali, soprattutto ceramica d’arte. Il museo del vino
è il più qualificato d’Italia, con raccolte di strumenti tecnici,
stampe di varie epoche, artigianato specializzato, documenti del folclore.
Nel centro storico anche un centro congressi e attrezzature alberghiere di
prestigio. Principali manifestazioni: novembre il banco di assaggio dei
vini d’Italia, concorso enologico con commissioni giudicatrici
internazionali. La notte del 23 aprile, vigilia di San Giorgio, nelle
vigne si accendono fuochi propiziatori per il buon raccolto, usanza
tradizionale che si ripete da cinque secoli. Festa di San Lorenzo a
Pontenuovo nella prima quindicina di agosto e Agosto Torgianese con “I
vinnarelli”: pittori eseguono opere i cui colori sono diluiti nel vino;
il ricavato della vendita viene destinato al restauro di opere d’arte.
Brufa in festa (agosto) è una sagra durante la quale ogni anno viene
posizionata un’opera scultorea sulla collina omonima creando così una
galleria d’arte contemporanea all’aperto tra le vigne.
Marsciano
bagnata dalle acque del fiume Tevere è situata tra dolci colline segnate
da piccoli borghi e castelli Medioevali.
La valle del torrente Fersinone rimane ancora intatta ed accoglie il
Turista ed il naturalista con i giochi d'acqua, le pietre levigate e la
vegetazione spontanea delle sue rive. I caratteristici borghi di Migliano,
S. Apollinare, Monte Vibiano, Compignano, Morcella insieme a quello
innovato di Montelagello, adagiati sulle colline, danno il segno della
storia e della convivenza fra antico e moderno. Lungo le antiche vie di
comunicazione con Orvieto i paesi di Spina, Mercatello conservano vestigia
medioevali; in direzione di Perugia, lungo la strada statale della
collina, che offre una suggestiva vista sul panorama collinare umbro, si
incontra Cerqueto, che racchiude nella chiesa Parrocchiale un prezioso
dipinto del Perugino. Le tradizioni rivivono nella socialità dei
cittadini, nelle numerose feste che si svolgono in ogni paese soprattutto
in estate, nell'artigianato di qualità che vanta la produzione di tessuti
lavorati al telaio su antichi disegni umbri e di maglieria con filati
scelti, nel mercato settimanale del lunedì a Marsciano che si tramanda
dal XVI secolo.
Montecastello
di Vibio deve il suo nome alla "gens Vibia", una delle più
famose famiglie che nel periodo di massimo splendore della Roma
repubblicana prima e imperiale poi, formarono la splendidissima colonia
della fida Tuder lungo le valli dei fiumi Tevere e Naia. Vennero, poi, i
tormentati anni, o meglio secoli, dei conflitti con la vicina Todi, che la
conquistò e la perse più volte ed in quei tempi si distinse il carattere
particolarmente fiero dei montecastellesi al punto che il suo più potente
vicino Todi, per domarne lo spirito di indipendenza, fu costretto ad
emettere un bando con il quale il paese veniva escluso da qualunque tipo
di scambio commerciale. In epoca napoleonica Montecastello di Vibio
conobbe il periodo del riscatto e del massimo splendore, allorchè venne a
capo di un vasto territorio verso Orvieto. Investita dal vento delle nuove
idee, la comunità si aprì a nuove iniziative, la più duratura delle
quali fu quella che fra il 1807 e il 1808 dette vita al Teatro della
Concordia. Quando questo delizioso edificio venne iniziato per volere e
con l'apporto economico di nove famiglie locali, si volle che già nel
nome venisse ricordato il principio di fratellanza ed uguaglianza che
aveva animato lo spirito francese della rivoluzione ed il giacobinismo
italiano. Il teatro, il più piccolo al mondo ed uno dei rari esempi del
suo genere per armonia e sapienza di realizzazione degli spazi scenici e
dei servizi per gli attori, lo si può ammirare ancora oggi dopo un
restauro che lo ha restituito al godimento del pubblico e degli artisti.
Due soltanto sono gli ordini dei palchi e non più di trenta sono le
poltroncine collocate in platea.
La
cittadina è nota per la produzione delle ceramiche artistiche, attività
che toccò il suo apice nel XVI secolo, ma che costituisce ancor oggi la
sua principale risorsa economica. La maggior parte dei laboratori e dei
negozi si trova nella parte bassa del paese, lungo la superstrada, mentre
nella parte alta, in piazza dei Consoli, si può ammirare la deliziosa
chiesa trecentesca di San Francesco, che contiene affreschi di scuola
umbro-senese dal ‘300 al ’500. A circa due chilometri e mezzo da
Deruta, in direzione di Todi, si trova la chiesetta della Madonna di
Bagno, il cui interno è superbamente rivestito di maioliche votive del
XVII e XVIII secolo.

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