Informazioni:

L'area  è dotata di molteplici servizi: c'è un ospedale a Terni, ambulanze di Pronto Soccorso attive 24 ore su 24, farmacie, stazione di Polizia, numerosi sportelli bancari, stazione ferroviaria. A servizio del turista c'è un punto informazioni dell'APT (Azienda di Promozione del Turismo) sito in Terni.

Come muoversi:

In automobile:è la soluzione migliore, perchè permette di raggiungere gli angoli più belli e suggestivi (e i più sperduti) del territorio

In autobus: grazie alle autolinee ATC  che collegano la Valnerina partendo dalla stazione ferroviaria di Terni. Bus n. 21 

Noleggiando auto o biciclette

A piedi: attraverso i numerosi sentieri sul Monte la Pelosa (1635 m.) da Colle Bertone a il Fosso di Crepafosso - Monte Petano (1262 m.) da Polino o Ferentillo a Capocroce - Monte Solenne (1286 m.) da Loreno andando verso sud-est

Il cuore verde dell'Umbria:

L'Italia ha un cuore verde: l'Umbria e la Valnerina contribuisce in maniera predominante a creare questo slogan. In un ambiente naturale, rimasto pressochè intatto, caratterizzato dal fiume Nera, dove domina il verde dei boschi, delle colline e della valle, ricca di acque, il territorio tra Ferentillo e la Cascata delle Marmore, è nel suo complesso il più suggestivo e spettacolare dell'intero settore meridionale e dal 1995 fa parte del sistema parchi naturali della Regione Umbria "Parco del fiume Nera". La Valnerina offre scorci paesaggistici indimenticabili e si caratterizza per il susseguirsi di paesini e rocche incantevoli di impronta medievale, arroccate su alture verdeggianti che scendono fino a bagnarsi sulle fresche e limpide acque del fiume. L'abbondanza delle acque ha influenzato profondamente la storia e lo sviluppo sociale, favorendo alla fine del secolo scorso l'insediamento industriale a Terni e permettendo la costruzione delle prime centrali idroelettriche d'Italia. Questa parte della valle è un paradiso per gli appassionati dello sport e può ben definirsi una palestra a cielo aperto. Chi ama l'arte e la storia può visitare antichi borghi medievali e castelli in parte restaurati, monumenti, chiese e conventi che tstimoniano l'opera di importanti pittori umbri, che costituiscono un vero e proprio museo diffuso sul territorio. La Valnerina offre numerose manifestazioni culturali  e folkloristiche, specchio fedele delle tradizioni di queste terre. 

Distanze da Terni alle località della Valnerina:

  • Marmore 8,8 km
  • Arrone 14,3 km
  • Piediluco 15,1 km
  • Montefranco 17,7 km
  • Ferentillo 18,1 km
  • Polino 24,0 km

 

vista del lago 

Vittima di devastanti distruzioni durante la Seconda Guerra Mondiale, a causa del suo nucleo industriale e delle acciaierie, Terni è una città in gran parte nuova. Grazie all’abbondanza d’acqua del suo bacino, questo capoluogo di provincia è una tra le città più industrializzate del centro Italia. Alcuni isolati monumenti testimoniano il suo passato medievale, epoca in cui la città rivaleggiava con Narni. Tra questi va menzionata la chiesa di San Salvatore, l’edificio più antico della città, risalente all’epoca paleocristiana e costruito su antiche fondamenta romane, e la chiesa gotica di San Francesco, i cui affreschi, eseguiti nel ‘400, sono ispirati a temi danteschi.

Il più piccolo comune dell'Umbria per numero di abitanti, sorge in posizione elevata sulla valle del torrente Rosciano. E' all'inizio di una zona di boschi di piante pregiate che si estende fino alle pendici del Monte La Pelosa. La zona è ricchissima di fossili. Le rocce appartengono al periodo che va dal Triassico al Miocene. Sulla piazza d'ingresso al paese si ammira la fontana di sobrio stile manieristico realizzata nel 1625. Nel passato era feudo degli Arroni che nel 1229 dovettero sottomettersi al Ducato di Spoleto. Polino ha avuto un periodo di notorietà per le cave di marmo e i giacimenti di ferro, ma soprattutto per una miniera di oro in fase di ristrutturazione per renderla visitabile. Il piccolo centro abitato presenta una parte più antica, su un poggio, raggruppata intorno alla chiesa e a due fabbricati di cui uno risalente al 1636. In passato il paese era difeso da una doppia cinta muraria, di cui quella più interna racchiudeva le dimore signorili. Polino è dominato da una rocca cinquecentesca caratterizzata da bastioni a forma cilindrica. Molto interessante è la strada panoramica che dal paese porta a Colle Bertone, lungo la quale è situato un osservatorio astronomico e da dove è possibile raggiungere a piedi la cima del Monte Pelosa e di qui spaziare su un panorama che va dai monti Sibillini, al Terminillo, fino al Gran Sasso. 

E' un piccolo centro abitato con una splendida posizione panoramica, il nucleo più antico risale al IX° secolo: posto su uno sperone roccioso fu difesa naturale dalle orde barbariche che infestarono la valle. Fu retto per un periodo e fino al 1209 da tal Giuseppe, nipote di Ottone IV°, visto che il Castello di Bufone si era ribellato a Papa Innocenzo III°. Nel 1228, alcuni abitanti di Arrone, in contrasto con il signore locale, chiesero la protezione di Spoleto ed ottennero di stabilirsi sul Colle Bufone. Questo episodio di affrancamento dette origine al nome di Montefranco. Restano delle antiche fortificazioni e solo due torri  delle dodici che cingevano l'abitato, all'interno del borgo si possono ammirare la Porta Spoletina e la Porta Franca, che conserva ancora, nella facciata interna, un affresco del 500. Sul Monte Moro, sopra al paese, recenti scavi archeologici hanno recuperato memorie antichissime attraverso il rinvenimento di due cisterne di culto, bronzetti arcaici, terrecotte e materiale votivo di oltre duemila anni fa. Fuori dal centro abitato sorge la chiesa di S. Bernardino che conserva alcuni elementi riconducibili ad un più antico edificio romano. Nell'oratorio adiacente si possono ammirare interessanti affreschi ed una Madonna con Bambino tra i Santi, del cinquecento. Presso il cimitero, la pregevole chiesa della Madonna del Carmine, il cui interno è a navata unica; lungo le pareti troviamo altari ornati da dipinti dell'inizio del seicento. 

E' posto su un colle roccioso alla sinistra del fiume Nera. In passato la sua posizione sulla strada tra l'Abruzzo e il Ducato di Spoleto gli fecero guadagnare notevole importanza come nodo commerciale. L'abitato è dominato dal possente castello degli Arroni, feudatari della zona fin dal IX secolo. Per diversi secoli esercitarono il loro dominio su una vastissima zona, ma nel 1229 dovettero sottomettersi al Podestà di Spoleto. All'interno del castello, nella zona più antica del paese, c'è la chiesa trecentesca di S. Giovanni Battista, con pregevoli affreschi datati 1486. Il campanile poggia su un'abside poligonale. Sull'estremità del colle, svetta una torre medioevale chiamata degli Olivi. Di notevole interesse la chiesa di S. Maria Assunta del XIII secolo, ampliata agli inizi del 500 al cui interno sono presenti numerosi ed interessanti affreschi del XV e XVI secolo, tra cui dipinti di Jacopo Siculo e di pittori spoletini ispirati a Filippo Lippi e l'antico Convento di S. Francesco, recentemente ristrutturato ed adibito a Centro Congressi. 

La posizione del paese è estremamente suggestiva, essendo adagiato in una piccola gola attraversata dal fiume Nera, che divide la cittadina in due nuclei, Matterella e Precetto. La sua origine  risale all'VIII secolo. I villaggi protetti da rocche e mura possenti, ancora oggi molto suggestive, costituivano con Umbriano un unico sistema difensivo dell'Abbazia di S. Pietro in Valle, che dista solo 4 km. Nell'abitato sorge la Pieve di S. Maria del XII secolo, rimaneggiata nel quattrocento come si può vedere dalla facciata a tre portali. All'interno pregevoli affreschi cinquecenteschi attribuiti a Jacopo Siculo, O. Merlini e P. Cesarei. A Precetto, nella chiesa di S. Stefano, che conserva all'interno una Natività della scuola del Perugino, interessante è la cripta che in passato veniva utilizzata per le sepolture, e custodisce ancora oggi corpi perfettamente mummificati dalla particolare composizione chimica del terreno. Elemento caratterizzante di Ferentillo sono le Rocche: una, ben conservata, svetta sul colle sopra il rione Matterella con torri quadrate e cilindriche, l'altra presenta solo i resti di una torre. A soli quattro chilometri la splendida Abbazia di S. Pietro in Valle, costruita su un antico cenobio benedettino. Il cuore dell'abbazia è la Chiesa, nell'alto medioevo divenne mausoleo dei duchi longobardi di Spoleto, convertiti al cristianesimo. Venne ampliata attorno all'anno mille e conserva all'interno affreschi che costituiscono uno dei cicli pittorici più antichi ed importanti dell'Umbria. 

Piediluco

E’ un grazioso paesino incastonato lungo le rive del lago omonimo, frequentato dagli amanti degli sport nautici, della pesca e della tranquillità. La maggior parte delle rive sono a canneto, ma vicino al paese ci sono alcune spiagge attrezzate. Nella cittadina si può vedere la chiesa gotica di San Francesco, del ‘200, sul cui fianco si aprono belle finestre arcuate; notevoli i due portali, mentre all’interno ci sono interessanti oggetti d’arte.