PARCHI REGIONALI & NAZIONALI 

PARCO REGIONALE

Distanza da Avigliano U. in km. 102,7 (2:02 h. in automobile)

PARCO DEL MONTE CUCCO

Sistema montano appenninico su cui svetta il Monte Cucco (m. 1566) il cui versante umbro scende fino alla via Flaminia, di cui sono conservate importanti testimonianze del percorso romano.
E' "il ventre degli Appennini" con un complesso sistema ipogeo, fenomeni di carsismo, acque sotterranee i cui punti di risorgiva alimentano acquedotti civili, fonti minerali e confluiscono nel fiume Sentino. Abbondanti i fossili, i boschi intatti. E' il Parco dello sport in montagna: il volo a vela, la speleologia, lo sci di fondo.

ITINERARI:

I percorsi di visita
Percorrendo in auto la Via Flaminia è possibile ammirare e visitare tutti i centri storici più importanti, attraverso le strade interne che si dipartono da Scheggia si può accedere ad uno straordinario itinerario delle abbazie. Altra viabilità interna conduce alla zona di Val di Ranco e agli insediamenti turistici ivi costruiti negli anni '60.
L'intero Parco nella sua zona montana è percorso dal Sentiero Italia e visitabile anche con la rete dei sentieri del Club Alpino Italiano. Gli stessi sentieri sono idonei al turismo equestre. Alcuni di essi sono stati particolarmente attrezzati per la mountain bike e di questa pratica sportiva, nella sua dimensione agonistica vengono ivi organizzate manifestazioni nazionali.

PARCO REGIONALE

Distanza da Avigliano U. in km. 78,0 (1:19 h. in automobile)

PARCO DEL MONTE SUBASIO

L'ambiente "mistico" al centro della Valle Umbra, sede del francescanesimo.
Il Monte separa e insieme collega, come cornice naturale, i centri storici di Assisi, Spello e Nocera Umbra quale elemento unificante del paesaggio. Storia, natura e cultura si fondono nel Subasio ed Assisi, il cui nucleo storico è nel Parco, ne costituisce la porta naturale.

ITINERARI:

I percorsi di visita
Per la forma e la posizione isolata del Monte Subasio la viabilità principale ne lambisce i margini con la SS. 75 di collegamento tra Foligno e Perugia ad ovest, con la SS. 444 Assisana che raggiunge Gualdo Tadino a nord e, non lontana sul lato sud-est, passa la SS.3-Flaminia. Le suade che portano al Parco sono rappresentate essenzialmente da collegamenti tra i centri storici di Assisi, Spello, Nocera e Valtopina con i centri minori localizzati sul rilievo. Queste suade hanno una funzione prevalentemente turistica come quella che collega il centro della città di Assisi - Porta Cappuccini - all'Eremo delle Carceri, all'Abbazia di San Benedetto e alla sommità del monte.
Sempre da Assisi, e precisamente da porta Perlici, attraverso la SS. 444 prima e poi svoltando a destra, si trova Cà Piombino sede del Parco, e proseguendo si sale fino a costa di Trex, e si raggiunge Spello toccando prima i centri storici minori di Armenzano, San Giovanni e Collepino.
Importante è la strada apicale che collega Assisi a Spello e che ricalca l'antico tracciato carrareccio. Questa suada che ha particolari caratteristiche di panoramicità, è frequentata da turisti per raggiungere i prati sommitali degli Stazzi sul versante di Assisi e il santuario della Madonna della Spella su quello di Spello.
Sempre lungo questo percorso si trovano il Mortaro Grande e il Mortaro Piccolo, doline asciutte poste vicino la sommità del monte, utilizzate, nei secoli passati, per produrre il ghiaccio comprimendo la neve e per conservarlo fino all'estate.
Accanto a questa viabilità principale, percorribile in auto, con le limitazioni imposte alla strada sommitale da esigenze di protezione ambientale, si dirama una serie di sentieri organizzati per essere percorsi a piedi o a cavallo, partendo soprattutto dai borghi di Costa di Trex, Armenzano, San Giovanni e Collepino, e permettendo di raggiungere anche i prati della cima del rilievo.

PARCO REGIONALE

Distanza da Avigliano U. in km. 86,9 (1:32 h. in automobile)

PARCO DEL LAGO TRASIMENO

Quadro lacustre e collinare con le attività antropiche che gli sono proprie ed insieme insostituibile zona di sosta per l'avifauna migratoria e sede vitale di importanti specie ittiche. E' il paesaggio storico inconfondibile riprodotto nelle tavole di tanti maestri pittori del secolo XV. Il suo delicato equilibrio idrologico e biologico ha imposto l'intervento da sempre di salvaguardia dell'uomo, necessario, ancora oggi, per la salvezza della risorsa.

ITINERARI:

I percorsi di visita
Le strade statali e provinciali circondano interamente il Parco coincidendo spesso con i suoi confini, consentendo una gradevole e facile visitazione anche grazie ai numerosi accessi ai centri urbani, agli impianti portuali, alle sponde del lago.
Il lago, le isole, i centri maggiori sono visitabili con i battelli dell'azienda pubblica di navigazione con partenze da Sant'Arcangelo, sulla sponda sud, da San Feliciano e Passignano, sulla sponda est, da Castiglione del Lago su quella ovest ed infine da Tuoro dalla sponda nord.
Dal Parco un'altra importante rete di strade e di sentieri consente ove in auto, ove a cavallo o in mountain bike o a piedi, di raggiungere i colli intorno al Trasimeno sui quali sorgono spesso suggestivi centri storici.
Tra questi si distingue Panicale, posto su uno sprone che domina la fertile piana del Tresa e dal quale si gode una bellissima vista sul lago, che costituisce la divisione e la soglia alla valle del Nestore e al bacino del Tevere.

PARCO REGIONALE

Distanza da  Avigliano U. in km. 37,5 (0:45 h. in automobile)

 

PARCO FLUVIALE DEL NERA

E' il parco delle acque: i fiumi Velino e Nera, il lago, la cascata delle Marmore, le grandi centrali idroelettriche per le acciaierie di Terni. Lungo la valle fluviale i piccoli centri fortificati: Arrone, Ferentillo, Montefranco; i monasteri, le torri di guardia. Più a monte, sopra il "Salto del Cieco" vola l'aquila reale. E' il parco dello sport delle acque: il canottaggio, il rafting, la canoa.
E' il parco dell'arrampicata libera: le rocce naturali, la grande palestra artificiale.

ITINERARI:

I percorsi di visita
I percorsi di visita sono sostanzialmente orientati sugli itinerari dell'acqua alla quale fa da supporto fondamentale la strada statale Valnerina che corre in parallelo al Nera.
Interessanti itinerari di visita si dipartono da Arrone fino a Polino e verso il monte La Pelosa, da Montefranco, verso il Monte Moro, da Ferentillo verso Castellonalto Terria e Belrede1e. Ma il Parco fluviale del Nera costituisce la fondamentale porta di accesso a tutta la Valnerina, a Casfia a Norcia e soprattutto al Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

PARCO REGIONALE

Distanza da Avigliano U. in km. 33,2 (0:47 h. in automobile)

PARCO FLUVIALE DEL TEVERE

Il Fiume grande, con la sua storia. Nel medio corso il colle di Todi. Di seguito: la gola del Forello, le rocche orvietane di Prodo e Titignano. Poi i Laghi di Corbara e di Alviano, insostituibile quest'ultimo quale località di riparo per la fauna ornitologica stanziale e migratoria.
Intorno grandi boschi intatti di querce e lecci e prossime al fiume le testimonianze archeologiche degli umbri, degli etruschi, dei romani; i castelli, o i loro ruderi, appartenuti ai condottieri di ventura.

ITINERARI:

I percorsi di visita
Il sistema viario consente di seguire il corso del Tevere da Montemolino fino alla Madonna del Porto e poi, da Ponte Rio, con la strada statale in sponda destra e con la comunale in sponda sinistra.
Sempre da Ponte Rio numerosi percorsi, in pochi chilometri, conducono al centro di Todi A Pontecuti, avamposto fortificato di Todi medievale, il percorso in sponda sinistra si interrompe alla "Scogliera delle lavandare" mentre seguita quello in sponda destra che poi, attraversato il Tevere, penetra nella gola del Forello, va fino alla chiesa della Pasquarella, costeggia il lago di Corbara sovrastato da Acqualoreto, Scoppieto, Civitella, e raggiunge i centri storici di Baschi, Montecchio, Guardea, I'ingresso all'Oasi ed infine Alviano sovrastato dal castello che fu di Bartolomeo, capitano di ventura.
Ma da Pontecuti, verso Todi ed Orvieto, parte anche il percorso che fu della transumanza delle greggi verso la Maremma e una fitta rete di viabilità minore consente di raggiungere Torreluca, i ruderi di Montemarte, i castelli di Titignano e di Corbara.

PARCO REGIONALE

Distanza da Avigliano U. in km. 86,2 (1:41 h. in automobile)

PARCO DI COLFIORITO

Uno sterminato altopiano con al centro elementi di eccezionale valore: la palude omonima che raccoglie rare specie floristiche e vegetazionali e che ospita uccelli acquatici, gasteropodi e anfibi; il monte orve ed il suo castelliere preistorico; le testimonianze archeologiche della città romana di Plestia. Il paesaggio intatto dei piani carsici e dei colli è quello, immutato della storia delle civiltà agricolo-pastorali dell'Appennino.

ITINERARI:

I percorsi di visita
Percorrendo in anto la Statale 77 si arriva al centro abitato di Colfiorito dal quale si raggiunge, attraverso la strada comunale per Forcatura la Palude omonima che si può visitare percorrendo i vari sentieri che ne seguono il perimetro e che portano a osservatori, costruiti per essere fruiti anche da portatori di handicap, dai quali si può praticare il bird-watching.
Nei pressi di un diroccato mulino è il più consistente degli inghiottitoi, nei quali defluiscono le acque della Palude, appunto denominato del "Molinaccio".
La possibilità di visita della Palude è recente e frutto di interventi che permettono l'accesso ad alcune parti spondali e all'interno dello specchio d'acqua, salvaguardando comunque l'integrità delle parti più favorevoli al permanere dell'avifauna.
Sempre dal "Molinaccio", attraverso una strada sterrata, si arriva alla cima del Monte Orve ove si ha una visione totale dell'area della palude, del piano di Colfiorito e di quello di Annifo.
Superato il centro abitato di Colfiorito e dirigendosi verso Pievetorina e Visso, si giunge al santuario di Santa Maria di Plestia e agli scavi della omonima città.
Il santuario è meta di pellegrinaggio annuale; è sede, negli spazi circostanti, di fiere mensili da maggio a settembre. Di particolare interesse è la cripta assegnabile al sec. XI suddivisa in cinque navatelle da tre ordini di colonne e sormontate da capitelli di reimpiego spesso decorati con motivi geometrici.
Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce resti di edifici tardo-repubblicani, del foro, di un tempio e di altri edifici con pavimenti a mosaico ed aree porticate; sotto gli edifici romani sono resti di un villaggio dell'età del ferro (IX/VIII sec. a.C.).
Tra la base del Monte One e l'attuale cimitero di Colfiorito sono state scavate 250 tombe ad inumazione con corredi di ceramiche, armi in ferro, oggetti ornamentali, dei quali i più antichi risalgono al X sec. a.C.

PARCO NAZIONALE

Distanza da Avigliano U. in km. 80,4 (1:39 h. in automobile)

PARCO NAZIONALE DEI MONTI SIBILLINI

Una catena montuosa che si erge nel cuore dell'Italia fino a raggiungere, con il M. Vettore i 2.476 m. Un territorio dove la magia della natura, la storia e la cultura locale hanno contribuito a definire una realtà unica ed irripetibile. E' qui, nel regno della mitica Sibilla che nel 1993 è nato il Parco Nazionale Monti Sibillini (oltre 70.000 ha) con lo scopo di salvaguardare l'ambiente, promuovere uno sviluppo socio-economico sostenibile e favorire la fruizione ad ogni categoria di persone sì da creare un "Parco per tutti". Lupo, aquila reale, falco pellegrino e numerose specie endemiche sono i segni più evidenti di una diversità e di una ricchezza biologica che, unitamente al fascino delle abbazie e dei centri storici medioevali, disseminati a guisa di corona alle falde del gruppo montuoso, hanno contribuito a determinare un mondo antico e suggestivo dove il tempo sembra, ancora oggi, essersi fermato per rendere omaggio a una realtà di così straordinaria bellezza.

ITINERARI:

I sentieri escursionistici che come una rete attraversano queste montagne, garantiscono, dalla primavera all'autunno, di poter scoprire in maniera vivificante, sia l'ambiente naturale che storico-culturale. L'inverno, quando le cime più elevate sono ricoperte dalle abbondanti nevi, rappresenta invece un'occasione nuova per muoversi sci ai piedi, fra boschi e valli avvolti da un silenzio assoluto. Passeggiate a cavallo, in Mountain bike, voli in deltaplano o col parapendio, arrampicate su roccia e ghiaccio, sono altre opportunità che si offrono ai visitatori che rivolgendosi alle "Case del Parco", possono effettuare interessanti escursioni guidate, sia storiche che naturalistiche, alla scoperta dell'essenza di questo territorio così raro e pregiato.