Informazioni:

L'area  è dotata di molteplici servizi: c'è un ospedale ad Orvieto, ambulanze di Pronto Soccorso attive 24 ore su 24, farmacie, caserme dei  Carabinieri, numerosi sportelli bancari, stazione ferroviaria. A servizio del turista c'è un punto informazioni dell'APT (Azienda di Promozione del Turismo) sito in Orvieto.

Come muoversi:

In automobile: è la soluzione migliore, perchè permette di raggiungere gli angoli più belli e suggestivi (e i più sperduti) del territorio. In alternativa: servizio taxi, servizio noleggio autovetture e biciclette.

Sentieri naturalistici:

I numerosi sentieri segnalati su tutto il territorio orvietano fanno parte di una rete di itinerari, lunga 255 km., collegata ad altre reti di sentieri dei terrritori circostanti, quali l'Amerino a sud ed il Trasimeno a nord, ed alla Riserva naturale di Monte Rufeno nel Lazio.
Sentieri con partenza da Orvieto: itinerario a) - Tempo di percorrenza 3 ore - Porta Maggiore - Salita del Tamburino che presenta una pavimentazione originaria romanica - Sassotagliato, dove è visibile un masso che la leggenda narra miracolosamente tagliato per consentire il passaggio del Sacro Corporale proveniente da Bolsena. Dalla strada statale che si attraversa si gode un bel panorama di Orvieto - Il sentiero si addentra in un bosco di interesse naturalistico, con alberi di cerro e roverella - Deviazione per i borghi di Sugano e Canonica.
Itinerario b) - Tempo di percorrenza 2 ore - Porta Maggiore - Acquedotto romano-medievale fino al Convento dei Cappuccini - Borgo di Castel Rubello, con deviazione alla tomba etrusca degli Hescanas con pitture ancora visibili - Porano, paese cinto da mura, posto su uno sperone di tufo.

Un viaggio a ritroso nel tempo:

Orvieto, città millenaria, sospesa quasi per magia tra cielo e terra, ha svelato un altro degli aspetti che la rendono unica ed eccezionale - un dedalo di grotte è nascosto nell'oscurità silenziosa della rupe. E' la particolare natura geologica del masso su cui sorge che ha consentito agli abitanti di scavare, nel corso di tremila anni, un incredibile numero di cavità che si stendono, si accavallano, si intersecano al di sotto del moderno tessuto urbano. Sono un prezioso serbatoio di informazioni storiche ed archeologiche, studiato solo recentemente in modo organico e scientifico. Se l'aspetto "superficiale" della città è mutato con il passare del tempo, le strutture ipogee che le sono state funzionali sono rimaste, in buona parte, intatte. La visita guidata alla "Orvieto Underground" rappresenta, perciò lo strumento più appropriato per entrare in contatto con questo nuovo, particolarissimo aspetto culturale di una città già estremamente ricca di storia e di "gioielli" artistici. Passo dopo passo echi misteriosi ed affascinanti raccontano dell'etrusca Velzna, della città medioevale e di quella rinascimentale. E' uno straordinario viaggio a ritroso nel tempo, un percorso emozionante ed agevole nel cuore della città che qui affonda le proprie radici e conserva, quasi intatta, una insospettata e suggestiva memoria. 

                  

Importante centro religioso etrusco, che poi decadde in seguito all’occupazione romana, la città è universalmente nota per il suo celebre Duomo, uno dei capolavori dell’arte gotica italiana. La sua costruzione iniziò nel 1290 ma fu interrotta varie volte a causa di logoranti guerre intestine e contro nemici esterni. L’impronta più personale è quella di Lorenzo Maitani che, tra il 1305 e il 1330, realizzò la parte terminale dell’edificio e la facciata, i cui mosaici furono poi in gran parte rifatti nel ‘600 e ’700. Vari artisti, soprattutto senesi e fiorentini, contribuirono alla maestosità del Duomo; tra essi, il cortonese Luca Signorelli, autore del celeberrimo  Giudizio Universale; l‘Orcagna, a cui si deve il rosone che sovrasta il portale della facciata, e Gentile da Fabriano, autore di una bella Madonna. La città ha conservato la tipica urbanistica delle roccheforti medievali: le strette stradine asimmetriche sono fiancheggiate da case di tufo e di basalto e da austere magioni, quali il Palazzo Soliano, sede del Museo dell’opera del Duomo e il Palazzo del Popolo, costruito nel XII secolo, durante l’epoca comunale. Da segnalare il Pozzo di San Patrizio, realizzato su ordine di Clemente VII tra il 1527 e il 1528: attorno a questo cilindro di 62 metri di profondità e di 13 di diametro girano due ampie scalinate a chiocciola di 248 gradini l’una, illuminate da 72 finestroni. Vicino a Orvieto si trova una necropoli etrusca, dove si possono vedere tombe a camera costruite in blocchi di tufo risalenti al VI-III secolo a.C.

Sorge su un colle delle pendici dei Volsinii, offrendo uno splendido panorama di Orvieto, dal quale dista 7 km. Al confine tra l’Umbria e il Lazio si apprezza per le bellezze naturali e paesaggistiche e per le interessanti testimonianze storiche: le tombe etrusche del Golini e degli Hescana  (IV-III sec. a.C.) le uniche affrescate nel territorio; Castel Rubello e il centro storico “Fortilizio” in epoca medievale; Villa Paolina ed il suo parco (XVIII sec.) che ospitò Re Giacomo III Stuart e Filippo Antonio Gualterio, politico e patriota di grande valore. Radicate tradizioni religiose e culturali trovano corrispondenza nel legame con S. Bernardino da Siena, figlio di Nera degli Avveduti, famiglia dominante di Porano, e nell’aver dato origini al Beato Fra’ Paolo da Porano (metà del XVI secolo).

Centro storico medievale, posto nelle vicinanze della confluenza del fiume Paglia col Tevere, nel luogo in cui sono ancora visibili i resti del Porto romano di Paliano, fu arricchito nel XVI secolo dall’architettura sobria di Ippolito Scalza che vi ricostruì la chiesa di S. Niccolò. Lungo le coste dell’invaso artificiale (Lago di Corbara) si ritrova la zona più turistica del circondario con presenze storiche inserite nell’ambiente naturale, come l’Eremo della Pasquarella, e con insediamenti ricettivi particolarmente frequentati dai numerosi amanti della pesca sportiva.


Il lago e i parchi:

Lago di Corbara:

È un ampio bacino artificale, chiuso da una diga, realizzato a fini idroelettrici dallo sbarramento del fiume Tevere.
Il lago, unitamente al territorio circostante, è inserito nel Parco fluviale del Tevere, recentemente costituito come area naturale protetta.
Le sue rive frastagliate si allungano dentro una profonda e stretta gola che giunge fin quasi a Todi (gola del Forello).
Il suggestivo ambiente si coniuga felicemente con le attività sportive che vi si praticano, la pesca ed il canottaggio e, alla vicina Forra di Prodo, il torrentismo.

Parchi dei "Sette Frati" e di "Villalba":

Sottoposte a tutela ambientale, entrambe le aree sono state attrezzate con piazzole per il picnic e strutture per il tempo libero e per spettacoli all'aperto; sono inoltre dotate di piccole baite per il ristoro e di sentieri escursionistici segnalati.


  • L'area dei Sette Frati, adiacente al Parco fluviale del Tevere, si estende per 25 ha. sulle pendici del Monte Peglia, a 800 m. di altezza s.l.m., dalle quali è possibile godere di un vasto panorama sulla valle del Tevere, con il Lago di Corbara e l'Oasi naturalistica di Alviano, sulla valle del Paglia e la rupe di Orvieto;dal punto panoramico del Monte Piatto la vista si estende da Todi a Perugia ed Assisi, fino alla dorsale appenninica.
    La flora presente è caratterizzata da boschi di alto fusto di essenze quercine e floreali pregiate. La fauna selvatica, con la forte presenza di daini e mufloni, è quella tipica della regione.
  • L'area di Villalba, limitrofa alla Riserva naturale del Monte Rufeno nel Lazio, copre 25 ha. di boschi di alto fusto di essenze quercine con presenze di faggio, castagno ed essenze floreali pregiate; situata a 750 m. di altezza s.l.m. è attrezzata con sentieri segnalati, collegati alla rete sentieristica comprensoriale e del Monte Rufeno.