| Come
muoversi:
In automobile: è la soluzione migliore,
perchè permette di raggiungere gli angoli più belli e suggestivi (e i
più sperduti) del territorio.
Noleggiando un'auto o biciclette.
L'agricoltura di qualità: vino, olio,
castagne e carne
L'agricoltura tipica è fortemente
radicata nel territorio. Vino e olio sono i prodotti di punta, ma non
vanno dimenticate le castagne e la carne. Il vino prodotto in loco ha
rilevanza internazionale, annoverando due Doc, l'"Orvieto" e
il "Colli Amerini". Al primo conferiscono le uve le aziende
più occidentali, al secondo quelle più orientali. Anche per l'olio
c'è una denominazione di origine protetta, estesa sui Colli Amerini.
Castagneti di ottima qualità si trovano sul versante settentrionale dei
Monti Amerini, tra Melezzole, Santa Restituta e Toscolano, dove tra
ottobre e novembre c'è un fiorire di sagre. Infine la norcineria,
caratterizzata da un trattamento delle carni che deriva dall'antica
tradizione contadina, dal prodotto fatto in casa.
I prodotti della
montagna:
Tutto il versante nord
dei Monti Amerini è particolarmente indicato per la raccolta dei
funghi. In autunno il sottobosco montano offre gradite sorprese anche al
cercatore meno esperto. Il porcino e l'ovulo sono le specie più
pregiate, e anche le più rare. I funghi più comuni si lasciano scovare
con maggiore facilità.
Curiosità:
La bellezza di questi
luoghi non dovette sfuggire neanche al Re di Francia. Sono, e furono,
tanto preziosi che nel 1495 (la firma del re si trova in un messale a
Toscolano) Carlo VIII prese "in ostaggio" i borghi di
Melezzole, Toscolano e Santa Restituta, chiedendo ed ottenendo da Todi,
cui appartenevano, 1400 ducati per la restituzione.
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È uno dei comuni più giovani d'Italia, è
nato nel 1975, ma Avigliano Umbro ha una storia molto antica ed intensa,
testimoniata soprattutto dagli archivi. In epoca medievale, e per
secoli, Avigliano è stato un importante castello di confine, ambito da
Todi che nel 1220 riuscì a strapparlo ai signori di Baschi. Un dominio
che stava stretto ad Avigliano, che si ribellò. Nel 1237 Todi
riconquistò il castello e lo rase al suolo: una punizione così dura da
far intervenire Papa Gregorio IX che inviò un severo Monitorio.
Distruzione e morte apportarono anche, nel 1366, le truppe mercenarie di
John Hawkvood, rimasto nella tradizione popolare come Giovanni Acuto,
allora al servizio del cardinale Albornoz. Di nuovo fortificato nel
1419, il castello fu devastato dai Chiaravalle nel 1500 durante
l'assedio di Acquasparta. Non molto si è salvato dai ripetuti saccheggi
e dalle distruzioni che la storia ha riservato ad Avigliano. A sud del
centro abitato merita di essere visitata la Porta Vecchia con lo stemma
dell'aquila di Todi. Il Teatro Comunale è minuscolo, ma proprio per
questo e per il suo stile liberty è incantevole. La Chiesa Parrocchiale
SS.ma Trinità (1617) conserva una Madonna del Rosario attribuita ad
Andrea Polinori. Sono le campagne il pezzo forte di Avigliano. Di grande
pregio ambientale, ricche di fortezze e chiese romaniche, come quella di
Sant'Egidio, poco lontana dal centro abitato, e quella di Sant'Angelo,
posta all'interno del cimitero e impreziosita da numerosi affreschi di
buona fattura. Presso Dunarobba, a tre chilometri da Avigliano, si
trovano invece la Fortezza e la notevole pieve romanica di Santa
Vittorina (XI sec). A 4 Km da Avigliano si trova il castello di Sismano,
che sovrasta un piccolo borgo e buona parte dei colli circostanti, ed è
di proprietà dei principi
Corsini di Firenze. Ha sempre svolto un ruolo importante nelle guerre
medievali. Nel 1324, proprio a Sismano, i todini ebbero un durissimo
scontro con i perugini, i narnesi, gli spoletini e i fiorentini. Per la
sua importanza strategica nel 1340 il castello venne ulteriormente
fortificato. Oltre al castello, di rilievo la Chiesa Parrocchiale
dedicata a Sant'Andrea Corsini, che custodisce due opere di sicuro
valore, del XVII sec., attribuite al Polinori (ritratto di S.Andrea
Corsini) e a Palmiro Alvi (Madonna del Rosario). In epoca medievale la
grandezza e l'importanza dei centri abitati veniva censita non in base
alla popolazione (l'anagrafe infatti non esisteva), ma contando i
fuochi, in quanto ogni camino era tassato. Dagli Ordinamenti di Todi,
che sulle terre aviglianesi aveva il predominio, è possibile sapere che
Sismano contava 62 fuochi, Avigliano 76, ma la "potenza" del
circondario era Civitella Moglie Mala con 97. E forse proprio alla sua
forza questo castello deve la sua rovina: nelle lotte tra Todi e le città
antagoniste venne distrutto. I resti sopravvivono poco lontano dal
torrente Arnata.
La Foresta Fossile di Dunarobba, nei pressi
di Avigliano, è uno dei più antichi boschi esistenti al mondo. Due
milioni di anni fa il mare, che alternativamente occupava queste zone
della nascente Umbria, lasciando spazio ad ampie forme lacustri, si
ritirò definitivamente. Al suo posto si formò un antico lago chiamato
Tiberino, grazie alla formazione di una grande diga naturale, dove
prosperavano forme animali e vegetali completamente diverse da quelle
odierne. Il clima era tropicale e le acque calde e ricche di cibo. Gli
ippopotami e gli elefanti erano di casa, come erano di casa le sequoie,
tutte intorno alle colline, e i taxodi, con i loro poderosi fusti e
radici immersi nell'acqua palustre e calda. Le acque, che dalle colline
e dalle montagne che stavano emergendo scendevano a valle, debbono aver
trasportato enormi quantità di sedimenti che, insieme ai movimenti
tettonici, hanno ricoperto quei giganti vegetali per conservarli fino ai
nostri giorni. Le interpretazioni non sono così semplificabili, però
il fatto che questi sedimenti conservino i resti di fauna di acqua dolce
fa supporre che la semplificazione non sia così lontana dalla realtà,
anche se molto turbolenta e complessa nei suoi tempi piuttosto lunghi.
Quei sedimenti, argille per lo più, hanno impedito le naturali
modificazioni di que tronchi, a tal punto che quando, agli inizi degli
anni '80 sono affiorati grazie agli scavi per una cava, destarono
grandissimo interesse e curiosità. Si trattava di una autentica foresta
fossile di una cinquantina di esemplari, veramente unica, perchè
autenticamente di legno e non come quelle i cui tronchi sono stati
"pietrificati", cioè sono divenuti rocce con la forma di
tronchi. Si tratta di un "mueseo" un pò speciale non solo
perchè i resti fossili sono ancora di legno, ma perchè i fusti residui
sono di autentici " patriarchi" di grandi dimensioni e di
considerevole età. Come le sequoie di oggi che vivono ancora negli
Stati Uniti. Gli studiosi chiamano il Taxodio di Dunarobba Taxodioxylon
gypsaceum, una specie estinta di conifera con portamento piramidale,
tronco colonnare, affine proprio all'attuale Sequoia sempervirens,
quella del parco di Yellowstone, per intenderci, che può raggiungere i
melle anni di età. |
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La Grotta Bella:
Nel verde intenso dei
boschi di Santa Restituta, ad una decina di chilometri da Avigliano, si
apre una cavità, la Grotta Bella, di grande suggestione e di rilevante
interesse antropologico. Composta da un ambiente principale
straordinariamente ampio, da cui partono una vasta rete di cunicoli, la
Grotta Bella è strettamente legata ai boschi e alla storia
dell'Amerino. Numerose campagne di scavi, iniziate fin dal 1970, hanno
portato alla luce reperti di epoca protostorica, della prima età del
ferro, della fase finale dell'età del bronzo, di epoca romana. E tutti
i ritrovamenti, anche se provenienti da epoche diverse, lasciano pensare
che la grotta sia stata sempre un luogo di culto, dedicato alle
divinità dei boschi e dei monti.
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Tra
i borghi caratteristici dei Monti Amerini, quello che più di altri ha
mantenuto la fisionomia di "castrum" medievale, è Toscolano,
ad 8 chilometri da Avigliano. Pressochè intatta la cinta muraria con i
possenti torrioni di difesa e di avvistamento. Fortificazione rifatta
nel 1442, quando il Castello diviene definitivamente possedimento di
Todi, come testimonia l'aquila tudertina che sormonta la porta d'accesso
al borgo. Merita senz'altro la visita la cappella votiva, dedicata alla
Santissima Annunziata, che si trova all'ingresso del paese. I maggiori
storici dell'arte sono concordi nell'attribuire i magnifici
affreschi contenuti nell'edicola a Piermatteo d'Amelia, grande maestro
del rinascimento umbro.
Tutto
in pietra, dagli edifici alla pavimentazione urbana. Melezzole si
presenta come il classico castello medievale a pianta circolare. Il
torrione, ancora esistente, presenta l'Aquila Tuderte collocata nel
1557. La chiesa parrocchiale di San Biagio ha origini molto antiche ed
è stata restaurata nel 1624. Circondato da boschi, fonda la sua
economia sui prodotti della montagna e sull'agricoltura di qualità.
Coltura tipica è la castagna, ed è il castagneto che disegna il
paesaggio circostante, spoglio e lunare in inverno, vivido in primavera
ed estate, meraviglioso in autunno.
Altro
incantevole centro abitato dei Monti Amerini è Santa Restituta, a pochi
chilometri da Avigliano. E anche in questo caso si tratta di un
possedimento, fin dal 1220, di Todi. Distrutta in diverse occasioni,
oltre alle caratteristiche costruzioni realizzate con pietra e legname
della zona, conserva le due porte di accesso con torri. Nella chiesa
parrocchiale è conservata una statua lignea del '400 raffigurante la
Madonna del Pero. Interessante anche la chiesa, del XII sec., del
cimitero. |