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Orvieto ed Amelia. Un triangolo di indiscussa bellezza ed inconfondibile
unicità. Basti pensare che in questa zona si insediarono le prime
popolazioni italiche. “Umbrorum gens antiquissima Italiae” (Plinio
NH III, 112). Un insieme di borghi tipicamente medioevali, con caratteristiche e risorse naturali giunte ai nostri giorni pressoché intatte e prive di qualsiasi forma di industrializzazione e criminalità. Zone “non sismiche”, scoperte solo da alcuni anni da una circoscritta èlite di importanti personaggi della cultura, della politica e dello spettacolo. Non a caso un’autorevole ricerca dell’University of Kentucky colloca in Umbria il luogo dove oggi si registra la più alta qualità della vita. Poche regioni al mondo sono così ricche di valori sempre più ricercati e sempre più rari nella società attuale come lo spazio, il tempo, il silenzio: le tre categorie che scandiscono lo specifico umbro. Uno spazio sconfinato ma non infinito, perchè continuamente variabile, che ora si allunga tra i declivi di colline verdissime profilate di alberi leggeri, ora si solleva sul crinale delle montagne, spezzandosi tra crepacci, corsi d’acqua e ammalianti cascate. Il sentimento del tempo, che qui ritrova un ritmo a misura d’uomo, denso ma pacato, che è vita quotidiana e storia. E su tutto la riscoperta del silenzio: il silenzio degli eremi e dei monti Sibillini, dei boschi e dei pianori, ma anche delle piccole città d’arte e dei borghi disseminati ovunque; un silenzio che è rispetto e consapevolezza di sé e degli altri. Queste tre dimensioni, di cui spesso vivendo “altrove” temiamo di aver smarrito il senso, sono i segni particolari che Umbria Resort ha voluto evidenziare nella scelta delle sue strutture. Una scelta mirata a sottolineare, tra le tante possibili, l’immagine più essenziale di luoghi dove, in mezzo alle tensioni che incombono su di noi, ancora ci è dato scoprire la dolcezza di vivere. |
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